La gita di pasquetta, lo Zoo
martedì, aprile 6, 2010 by Luisa
Nella mia infanzia la gita di Pasquetta all’aria aperta si è sempre risolta andando sul Ticino a casa di mio zio, quindi niente sbattimenti su dove andare e sui posti migliori da accaparrarsi; mentre per il mio uomo dei computer la scampagnata del lunedì dopo Pasqua è sempre stata sveglia all’alba per andare a piazzarsi nel miglior posto, al sole ma non troppo, riparati dall’aria ancora frizzante e con visuale perfetta (su cosa poi non so!) e cibarie svariatissime ma per lo più avanzi del pranzo pasquale … non vi dico!
Beh ieri ho visto in parte questa seconda condizione, migliaia di automobili in coda verso le destinazioni più svariate e zaini colmi di vaschette e contenitori per gli avanzi. Ho visto lasagne, insalate di riso e pasta, frittata con la pasta, uova e salsine varie, torte salate di ogni colore. Di rado panini. In effetti io con i miei semplici toast mi sono sentita una emarginata.
Comunque ho passato una bellissima giornata di sole, abbiamo seguito degli amici allo zoo Safari di Varallo Pombia, un posto carino vicino a casa, armati di zaino semi pieno e voglia di sentire il sole addosso. Beh non è stata un’idea originalissima, di gente ce n’era davvero troppa, però tre condizioni essenziali ci hanno permesso di godere in pieno la giornata: la prima è avere pazienza e conoscere le vie traverse per arrivare alla meta, la seconda è non volere a tutti i costi fare tutto subito ma sapere aspettare il momento giusto, la terza è avere una bambina di sette anni bravissima e che non fa mai capricci e capisce quello che si può e non si può fare. Questa ricetta ci ha regalato la visita al rettilario gustosissima (ho una figlia che adora i serpenti!!) e all’acquario, la conoscenza con un simpatico istrice gigante, la vista di pappagalli variopinti e canterini, molti giochi e giri in altalena, e poi gli animali dello zoo vero e proprio.
Bellissime le giraffe che quasi fanno la passerella per farsi notare dalle persone, la giocosa lotta degli ippopotami che nell’acqua creano onde pazzesche data la mole, la corsa della tigre, gli occhi allampanati degli struzzi, le zebre che non sono tutte uguali, i pellicani intenti a spiumarsi per benino, il cervo maestoso!
Lo so che sono comunque animali tenuti in cattività, ci ho pensato all’idea che stanno meglio nel loro habitat naturale e non qui nell’alta padana al freddo, che è una scocciatura essere oggetto continuo di foto e macchine attorno, che gli istinti si reprimono in spazi limitati … ma li ho visti ben tenuti, vispi, attivi, alla fine sono animali che magari avrebbero fatto una brutta fine! E tanto di cappello a chi lavora in posti come questi, dove il limite tra l’uomo e l’animale è sottile e ci vuole coraggio e rispetto per la natura.
Baci
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